C’era qualcosa in lui,qualcosa che mi creava dipendenza.
Forse i suoi modi di fare,il suo sorriso,i suoi occhi,i suoi capelli,il modo in cui mi faceva ridere,ma una cosa è certa,non riuscivo più a stare senza di lui,averlo vicino era diventato fondamentale senza nemmeno accorgermene. E poi era bello,cristo se era bello. Era meglio del mare d’inverno e dei libri della Carcasi. Era il meglio del meglio. Quando lo guardavo riuscivano a sorridere anche gli occhi. Ma aveva solo un difetto,l’unico che avevo visto fino ad ora. Era una persona,e le persone se ne vanno sempre.
"Cicatrici
che non si cancellano.
Dolori
che lasciano il segno.”
— scorresanguedallevene (via malakain)
"

Lui non l ’ avevo mai visto prima, ma era tra i miei amici di Facebook e a scuola ne parlavano tutte. È così bello. Non si innamora mai di nessuna. Ci ha provato perfino Anna- che è la più figa della scuola- e non ha attaccato.

E ad essere bello,  Dio, giuro che i miei occhi non avevano mai visto nulla di simile.
Mi mandò un messaggio, il giorno del mio compleanno,  e non lo dimenticherò mai , mi disse ” ho sentito dire che non c’è niente di più intimo che guardare una persona negli occhi per più di quindici minuti, se non hai nulla da fare per il tuo compleanno ti va di provare? ” 
E no, di solito non sono così incosciente,  stupida e pazza.
Di solito rimango lucida, ma capitemi, una ragazza non può stare tutta una vita senza fare nemmeno una follia.
Ci incontrammo sulla spiaggia ed eccolo lì.
Sembrava Poseidone , vicino al mare , a passeggiare , mangiandosi le unghie, sorridendo come un’ idiota.

O forse, non saprei dire,  forse a sorridere in quel modo ero io. 

Parlammo , parlammo tanto, parlammo di tutto e capii che mi capiva, come nessun’altro e arrivava dove nessuno era stato mai.
Sapeva i miei libri preferiti,  li aveva letti.
Conosceva a memoria tutte le citazioni di Shakespeare che avevo scritto sul diario e sui banchi di scuola, sapeva tutti i film che mi erano piaciuti e quelli che detestavo e ho pensato,  se non è fortuna è destino

Poi , quei quindici secondi.
Vi giuro, i primi 4 secondi mi erano semrati interminabili e potrei giurare che ne fossero passati 40.
Poi però , vidi la sua anima, in quelle due pozze celesti,così ferita, così delusa, e pensai non fosse giusto che una persona così avesse dentro un dolore del genere.
13…Ha gli occhi lucidi.
14…Mi brucia il petto, il cuore accelera.
15… Mi bacia.
No, di solito io non faccio follie.
Non sono così incosciente stupida e pazza, ma capitemi .

E’ stato lui. E’ stata colpa sua se da quel giorno ho cominciato a vivere e penso che non potrei mai ringraziarlo abbastanza.
E no , non stiamo insieme.
Tra noi è finita quella sera.
Stava tornando a casa.
Canticchiava, saltellava.
Aveva attraversato la strada ballando.
Una macchina.
L’ultima cosa che l’autista ha sentito era il mio nome.
Puff… un attimo , un solo attimo è bastato a rovinare una vita meravigliosa.


Se non fosse venuto con me , quel giorno , sarebbe ancora vivo.
Lo ripetei , tutta la settimana , come un mantra.
“La colpa è mia. Se non fosse stato con me… se non l’avessi trattenuto… se fosse tornato a casa prima.”

Due settimane dopo venne sua sorella .
” Tu eri il suo sogno-disse- ti chiamava la mia possibilità di redenzione . Se non fosse stato con te sarebbe vivo , ma infelice.”
E ho pensato che dovevo vivere, per lui.

Perchè da quel giorno , non so se lo sa, mi ha dato un motivo per andare avanti.
Feci , un anno dopo, quel viaggio di cui aveva tanto parlato quel giorno, in Florida, dove non c’è mai freddo.
Poi poggiai una sua foto, in riva al mare.

E pensai se non è fortuna è destino.

about a moonlight. (via aboutamoonlight)

Vi prego. .ho i brividi.

(via sesolosapessiciocheprovo)

Ohw..

(via difendimipersempre)

i brividi.

(via frammentidelmiocuore)

"So che ti odi quando piangi.”
"

“Vedi un treno, e due sono i pensieri: o saltarci sotto o dentro.”

Ma se io pensassi subito alla prima?

(via us-aganist-the-world)

Ma vaffanculo Alba

(via scappaconmeamore)

Non sono fatta per stare con nessuno.

"

Eravamo quei bambini che dicevano:

‘Io non fumerò mai’.

(via anamnesidellanima)

Siamo ancora quei bambini

(via 8500kmdallesuebraccia)

almeno io non più

(via hosolomestessa)

"Stavo leggendo un libro in camera quando mia nonna entrò.
‘Oddio, ora ricomincia con la sua lagna’ pensai.
“Federica, perchè non vieni a stare un po’ di là con me? Perchè resti chusa qua dentro?”
Non risposi.
“Cosa credi, che leggendo e stando al computer tu risolva i tuoi problemi?
Che quello che fai riesca a distruggere il mattone che hai dentro?
Perchè non ne parli con me? Perchè non mi urli contro la tua rabbia? Una volta avevo una nipote che da piccola veniva da me, si sfogava e io le davo consigli. Dov’è finita ora quella ragazza? Ma cosa credi, che smettendo di mangiare tu stia bene? Devi parlarne con qualcuno, sennò non ne esci, non riuscirai mai ad essere felice.”
Aveva la voce spezzata, prossima al pianto.
“Mi fa male vederti così, perchè non parli? Perchè ci odi così tanto?
Cosa ti abbiamo fatto? Perchè fai così?”
Cosa vuoi che ti dica nonna?
Io so che tu hai capito che non sto bene. Ma nessuno può aiutarmi e io mi sono stancata di spiegare quello che sento a persone che non capiscono o che non ascoltano.
Tu dici che è da stupidi perdersi nei libri invece che uscire con gli amici, ma tu non sai che i miei ‘stupidi libri’ c’erano quando tutti i miei amici mi lasciavano sola.
Tu non sai che quei ‘deficienti’ che ascolto io mi hanno strappato delle risate con i loro stupidi video su Youtube, che comprendono con i loro testi le miei emozioni e le mie rabbie.
Tu non sai niente di Tumblr, che mi salva sempre da tutto e da tutti, che mi fa conoscere persone fantastiche e mi permette di andare avanti.
Tu non sai cosa vuol dire essere soli, essere rifiutati, sentirsi uno schifo.
Cosa dovrei urlarti? Che i tuoi ‘devi vergognarti’, i ‘devi dimagrire’ di mamma mi hanno ferito più dei tagli che mi hanno causato?
Che ancora oggi non riesco a dormire perchè ho in mente le urla e i pianti di mamma?
Che non ho il coraggio di guardare mio padre negli occhi per paura di vederli rossi per la rabbia come quel giorno?
Che vedere mia sorella osannata da tutti mi faccia sentire inferiore? Che sono dovuta crescere da sola perchè mia madre pensava al lavoro e mio padre era scomparso?
Ma tu che ne sai? Che ne sai di cosa ho passato io?
Dov’eri quando i miei si lanciavano i bicchieri, dov’eri quando papà mi urlava contro?
Dove cazzo eri eh? Dov’eri quando mi chiudevo in camera a piangere? Quando cercavo di soffocare i singhiozzi da piccola, tu dov’eri?
Sai cosa mi fa davvero incazzare? Che voi siete la mia famiglia, ma non mi avete mai capito.
Non avete mai capito i miei occhi, i miei ‘sto bene’, i miei ‘non ho fame’, i miei dannati sorrisi. E ora mi viene a dire che tu stai male? Tu?
Cazzo, io convivo con il dolore. Io sono il dolore.
Sai che non riesco nemmeno a guardarmi allo specchio? Vedo grasso, grasso, grasso e grasso. Ho paura di sedermi davanti agli altri. Ho paura di spaccare la sedia perchè sono troppo grossa e che loro notino le mie cosce enormi. Odio le mie cosce. Hai mai notato che quando sono seduta a tavola le fisso sempre? O che mi tocco in continuazione i fianchi nella speranza di sentire solo ossa e niente grasso? Hai mai pensato perchè io non mi peso mai o perchè guardo le bilance con terrore? Hai mai pensato perchè io non vado in piscina con i miei cugini o amici? Il pensiero di me in costume mi rivolta lo stomaco. E quello che capita anche agli altri, quando mi vedono? Mi vergogno pure di uscire di casa. Sono orribile, non voglio che la gente mi etichetti come ‘cesso vivente’. Mi imbarazzo io per loro.
Hai mai notato che mi metto le maniche corte solo con le felpe? Che senza non ci sto? Immagino di no. Sapessi quante cose nascondono le felpe, a parte il grasso.
Ti sei mai chiesta perchè preferisco stare a casa piuttosto che uscire? Ma soprattutto, che cosa faccio a casa da sola? Piango. Urlo. Mi distruggo. Non mangio.
‘Tanto nessuno mi vede, basta che dico che ho mangiato qualcosa e loro manco se ne accorgono.’
Tu dici che avevi una nipotina che sorrideva sempre, che rideva, che era felice.
Bé, quella nipotina è cresciuta nonna, e ha fatto i conti con la realtà, con il mondo, con la società.
Ha capito che le persone che fanno del male possono essere quelle a cui tiene di più, e non più l’uomo nero.
Ha capito che il vostro ‘ma sei bellissima’ non corrisponde all’idea di ‘bellezza’ della società.
Ha capito che l’amore non è come nelle favole, che il più delle volte il principe azzurro ti dice cattiverie e ti abbandona.
Ha capito che non basta più giocare con gli altri bambini per essere ‘amici’, ma che quest’ultimi vorranno sempre di più e la maggior parte delle volte ti fanno stare più male che bene.
Tu non puoi nemmeno immaginare cosa mi tengo dentro. Non sai quanti pianti, urla, ricordi, emozioni represse conservo. Non sai quanto l’odio per me stessa mi stia consumando.
Non sai quanto vorrei davvero dirti queste cose come facevo un tempo, ma non ci riesco nonna.
Perchè non ci riesco? Perchè non riesco ad aprire bocca e sfogarmi invece che stare qui a piangermi addosso? Cos’ho che non va? Cosa mi sta succedendo? Perchè sono così?
Rimasi zitta. Continuai a leggere senza guardarla negli occhi, perchè se l’avessi fatto sarei scoppiata a piangere e non me lo sarei mai perdonata.
“Ricordati che non puoi stare bene così. Devi farti aiutare. E non è digiunando o stare da sola che troverai la soluzione.”
Uscì dalla stanza, chiuse la porta.
Ero di nuovo sola. Sola con i miei pensieri e i miei mostri, ma consapevole che questa volta mi avrebbero divorata senza problemi.
Perchè la verità è, nonna, che la tua piccola nipotina non vuole più combattere.
Si sta lasciando andare, si sta sgretolando. Se ne sta andando e nessuno le tende la mano.
Non c’è più nessuno per lei, e lei non è più in grado di chiedere aiuto dopo tutti gli schiaffi presi.
Scusa.”

(via unaragazzadimenticata)

Porco dio sto piangendo come una disperata

(via vergognadimestessa)

Sto piangendo seriamente.

(via demetriasmusic)

piango,dio.

(via seistatovelenoeantidoto)

Dio lacrime.

(via amamicomehofattoio)

Dio

(via quattordicisettembre)
"Un giorno mi sono accorto che non m’importava piú di nulla, e che tutto mi feriva a morte.”
— Alessandro Baricco (via soffionialvento)

Sta frase, sto libro.

(via vogliochediventifortee)
©